Vannacci può davvero spaventare la destra? Impressine a caldo da Prata di Pordenone

20 Febbraio 2026

Vannacci può davvero spaventare la destra? Solo il tempo lo dirà. Oggi dalla sua parte ha l’esperienza di una campagna elettorale impegnativa come quella per le europee e la libertà di un uomo che, in caso di fallimento, potrà ritirarsi in pensione.

La politica è fatta di ascolto e confronto, per questo non ho avuto dubbi nel registrami all’appuntamento con Vannacci presso il teatro Pileo: essere persone curiose ti porta inevitabilmente a guardare con interesse l’ultimo fenomeno politico del momento, soprattutto a pochi giorni dall’uscita formale dalla Lega.

La sala, va detto, era piena e non di curiosi, ma di persone che le parole di Vannacci le condividevano nel profondo. Una campanella d’allarme sicuramente per i patrioti di Fratelli d’Italia e non solo per i Leghisti che hanno alimentato, loro mal grado, la crescita e la visibilità della persona di Vannacci.

Vannacci patriota, Vannacci pensatore futurista anche se Marinetti forse avrebbe qualcosa da ridire oggi sentendosi chiamato in causa.

Il pubblico applaude alla parola patria, ai valori del coraggio, della famiglia tradizionale, dello snaturamento della destra che accoglie i diritti LGBQ+ nelle sue convention. Poi arriva ai figli degli immigrati che non sono italiani e io mi arrendo, preferisco tornare a casa a occuparmi della mia famiglia.

Da Vannacci ho sentito parole che alimentano la lotta tra poveri, che non parlano di politiche industriali e di capitale umano. Ha parlato dei giovani che si avvicinano a lui e non dei nostri laureati che emigrano. L’importante è l’orgoglio nazionale, il Made in Italy che ci fa conoscere nel mondo e che oggi è in sofferenza per una guerra lunghissima voluta dalla Russia contro l’Ucraina, gli Stati Uniti che tengono in scacco il mondo con le giornate alterne sui dazi. Gli stipendi sono fermi, ma Vannacci parla della remigrazione e annuncia che farà uno spettacolo a Teatro.

Buon per lui, la mia giornata è stata lunga. Per una volta penso che la mia nottata sarà più serena di quella di Salvini, il vero responsabile della visibilità e crescita del fenomeno Vannacci. Tutto questo perché? Per un pugno di voti necessari alla sopravvivenza della Lega. Che piaccia o no, Vannacci le preferenze le ha prese e il suo consenso ha permesso di tenere nel numero di eletti il partito di Salvini, da cui la sopravvivenza economica dipende. Ora però tiro fuori i popcorn e aspetto la resa di Zaia: l’ultimo vero amministratore progressista che il centro-sinistra a volte invidia. Il suo confinamento nel Veneto è terminato, aspettiamo di vedere le conseguenze del ruggito del leone.