Transizione digitale e carta di identità elettronica

2 Gennaio 2026

Delega Smart city e carta di identità elettronica: un piccolo gesto per semplificare la vita delle persone a costo zero

Dopo la delega alla digitalizzazione della pubblica amministrazione assegnata a Mattia Tirelli, ecco la delega alla Smart City assegnata al consigliere Magaraci, segno che Basso, a differenza del suo predecessore, vuole far crescere le competenze delle giovani leve della sua maggioranza. Sarà interessante vedere poi a chi sarà assegnata la delega per la rete dei consiglieri locali dell’Unione Europea che, nell’interrogazione discussa il 15 dicembre sulla rete BELC, ha dato risposta positiva la vicesindaca Mara Piccin anticipando a breve la delibera di giunta per individuare la persona referente (ricordo che la delega agli affari europei è distribuita su tutti gli assessori).

Ma cosa si può fare con la delega alla Smart city? Come evidenziato nella discussione sul bilancio previsionale, un piccolo intervento a costo quasi a zero (se non per la comunicazione) e tanto valore per i cittadini riguarda  la promozione e diffusione dei vantaggi che derivano dall’attivazione della carta dí identità digitale. Un servizio gratuito, alternativo alla SPID che è a pagamento, e che permette di accedere a molteplici servizi della pubblica amministrazione , fiscale e del proprio fascicolo sanitario. Per l’attivazione, basta recuperare il PIN e il PUK che sono stati dati assieme alla carta di identità. Se sono stati cestinati o smarriti, si possono richiedere gratuitamente all’anagrafe. E’ una possibilità che ancora troppe poche persone conoscono e che ripeto, a differenza della SPID, è gratuita.

Con l’augurio di buon lavoro al consigliere Magaraci, spero che sia attivo e protagonista nel promuovere questo buon servizio a portata di tutti e nella formazione di come poter sfruttare questa grande opportunità, andando così a colmare una lacuna del divario digitale tra le diverse fasce di popolazione. Non lasciare indietro nessuno nella transizione digitale è parte integrante del valore di inclusione tanto caro al centro-sinistra in cui mi riconosco.