Pordenone si verticalizza ma le infrastrutture mancano: il caso di via Rosaccio

2 Dicembre 2025

 Pordenone cambia in verticale ma le infrastrutture urbane mancano: dall’acquedotto ai parcheggi, il caso di via Rosaccio/via Flora

Pordenone cambia, si verticalizza con l’ambizione di diventare una city capace di attrarre capitale umano, dimenticando che la oltre all’edilizia l’attrattività si gioca nei servizi e sottoservizi che tradotto significa: mezzi pubblici, marciapiedi, acquedotto, fognatura e parcheggi.

Oltre ai casi mediatici finiti sui giornali tra varianti e premi volumetrico per perequazione, Pordenone sta cambiando silenziosamente in tante altre parti nella sorpresa di tanti cittadini residenti che si trovano, dall’oggi al domani, demolizioni con ricostruzioni di vecchie palazzine a 2 piani che moltiplicano il loro volume grazie al piano casa regionale. Nulla di scandaloso, è previsto dalle norme, è economia di mercato, è sviluppo immobiliare. Peccato che però al moltiplicarsi dei volumi capaci di moltiplicare popolazione, in parallelo non ci sia una strategia per uno sviluppo contestuale di acquedotto e fognatura. E questo accade non solo dove si costruisce ex-novo (via Rosaccio angolo via Flora), ma anche dove si fa l’asfalto nuovo e basta (via Maniago).

C’è poi il tema dei parcheggi: è un problema sentito dai residenti, ovunque. Chi abita in centro, non trova posto nelle strisce blu nonostante gli abbonamenti. Chi abita fuori dalla cerchia e ha diritto a un parcheggio gratuito (nonostante la segnaletica orizzontale sia assente) non lo trova a causa del peregrinaggio degli automobilisti, lavoratori che cercano un posto auto senza dover sborsare il costo della sosta che sugli stipendi, già poveri, incide. Chi costruisce oggi può andare in deroga alle norme urbanistiche sui parcheggi pertinenziali e di relazione. Caro cittadino, ti peggiora la qualità della vita? La facilità di vivere e abitare il tuo quartiere? Poco importa, l’amministrazione ti dirà che la città va verticalizzata, tu devi muoverti in bici e se i parcheggi non ci sono, non possiamo inventarceli, al massimo possiamo monetizzare il disagio di non averli. Uno scambio economico per avere una città più ricca, ma non una città per tutti se i parcheggi si tolgono e i servizi si moltiplicano.

Via Rosaccio oggi è una via residenziale, con le villette basse e la viabilità stretta. A breve al posto di una vecchia abitazione da due piani si ritroverà una palazzina di quattro piani che sfrutta le misure di deroga di cui all’art. 39 bis della L.R. 19/2009 (cosiddetto “piano casa”) in relazione al superamento della capacità edificatoria del lotto e in relazione al mancato rispetto della distanza minima di 5 m dai confini stradali delle parti di costruzione eccedenti la sagoma preesistente.  Poco più in là sorge la casa dei fratelli Romagnoli, il cui lascito testamentario era a beneficio dell’ASP Umberto I.  Quale sarà il suo destino? Una struttura di co-housing, servizi alla persona? Su questo farà luce un’interrogazione a risposta scritta, ai cittadini intanto la riflessione sulla trasformazione della città. Oggi tocca a loro, domani tocca a me.