Incontriamoci a Pordenone, il bazar dei bambini e Piazza della Motta che riscopre la sua anima commerciale. Per Natale la spotiamo qui la pista di ghiaccio?
Questa domenica l’ho trascorsa assieme alle mie figlie e ai loro amichetti in piazza della Motta, per il bazar dei bambini.
Dai banchi dell’esercizio commerciale esponenti della maggioranza e della giunta li ho visti passare tutti, per cui chiedo a loro: non era forse bellissima Piazza Della Motta di nuovo viva?
Viva nell’espressione della sua eccellenza, delle origini, ossia della sua anima commerciale.
La manifestazione diffusa nella città, dai primi riscontri, sembra che abbia dato buon esito di ritorno anche ai commercianti che stabilmente vivono e lavorano in città.
Perché dico questo? Perché credo sia importante ripensare le manifestazioni in termini di qualità per la città. Le persone devono essere incentivate a spostarsi e a scoprire la città, non solo per un gioco di luci in mezzo al deserto.
Abbiamo tolto il mercato cittadino per lasciare spazio a una fontana che non funziona e mai funzionerà, nonostante gli zampilli ripresi come fosse un’oasi nel deserto. Perché quella piazza, senza le persone, che cos’è?
E allora voglio fare una proposta: il periodo natalizio sta per arrivare. Perché non si provi ad alleggerire Piazza XX Settembre dalla pista di pattinaggio e metterla in piazza della Motta? L’attrezzatura luminosa mi sembra che già ci sia, anche se non si capisce come e quando venga programmata.
Un’altra cosa che mi ha colpito domenica mattina, mentre si allestivano le bancarelle, è che Piazza della Motta la notte è buia-buia. Ci sono due fiochi lampioncini, la luce della casa di riposo mentre l’illuminazione esterna della casa della Musica è inesistente. Capisco il risparmio energetico ma…
Un’altra nota che vorrei evidenziare nella gestione impeccabile della manifestazione riguarda la gestione della spazzatura. Ho apprezzato che in piazza della Motta, e in altre aree, venisse messo a disposizione un contenitore per la carta e uno per la plastica/lattine. Nessun rinforzo invece per gli altri rifiuti (indifferenziata/vetro/umido) che, per assenza di contenitori, inevitabilmente hanno “sporcato” la spazzatura correttamente conferita.
Perché lo dico? Perché l’errore di uno nel conferimento penalizza gli altri però chi gestisce il servizio (in questo caso GEA) deve anche mettere i cittadini nelle condizioni di effettuare correttamente i conferimenti. Quindi se ci si aspetta più gente, anche il servizio deve adeguarsi, su tutti i settori e non solo per i materiali che valgono di più.