Mozione 2/2026 etichettatura e agroalimentare e tutela del Made in Italy- un tema giusto ma nel posto sbagliato
Sulle politiche agricole, più che le mozioni in consiglio comunale servono le persone negli organi deputati, a partire dalle commissioni europee. E cosa si scopre ? Che chi fa le mozioni, si spende tanto per il Made in Italy a parole, poi nella commissione deputata scarseggia nei rappresentanti, a partire dal collegio Nord-Est dove c’è una buona rappresentanza del PD. E’ un caso o è frutto di una maggior consapevolezza del fatto che le decisioni importanti si prendono e si discutono in Europa dove ti devi sedere ai tavoli che contano?
Di seguito il testo integrale del mio intervento
Il mio intervento
Grazie Presidente,
Grazie ai Colleghi
devo dire con franchezza che accogliamo questa mozione con un certo favore. E il motivo è semplice: al di là delle intenzioni dichiarate, i consiglieri proponenti stanno di fatto chiedendo un intervento a livello europeo su materie che competono chiaramente alle istituzioni dell’Unione Europea.
E questo significa, nei fatti, rivolgersi a chi in Europa lavora davvero su questi temi. Parliamo degli eurodeputati che siedono nelle commissioni competenti: agricoltura e sviluppo rurale, commercio internazionale, ambiente e sicurezza alimentare.
Certo il comitato europeo delle regioni è un organo importante e qualche anno fa aveva avuto un ruolo determinante nel bloccare l’etichettatura richiesta dall’Irlanda, Health warning, sul fatto che “il Vino nuoce gravemente alla salute”, ma in fatto di politiche agricole, alimentari e doganali, sono le Commissioni Europee il primo riferimento.
E qui emerge un dato politico interessante perché in quelle commissioni siedono numerosi rappresentanti del Partito Democratico.
Siccome la mozione fa riferimento alla circoscrizione di riferimento del comune di pertinenza vediamo che:
- per la commissione agricoltura e sviluppo rurale, per il nord-est troviamo Stefano Bonaccini per il Partito Democratico e Cristina Guarda di Sinistra -Verdi. Mentre per la Lega troviamo un esponente della circoscrizione Sud, fuoriuscito da Fratelli d’Italia (On Raffaele Stancanelli)
- per la commissione ambiente, clima e sicurezza alimentare, per il Nord-Est troviamo Annalisa Corrado e Alessandra Moretti per il Pd, Sergio Berlato per FdI e Flavio Tosi per Forza Italia
- per la commissione commercio internazionale non vedo esponenti per il Nord-Est (qui abbiamo Brando Benifei per il Nord-Ovest).
Confesso che inizialmente avevo pensato che questa mozione potesse essere un assist per l’eurodeputato Alessandro Ciriani, ma leggendo meglio risulta evidente che così non è: l’onorevole Ciriani, infatti, non fa parte delle commissioni competenti in materia agroalimentare, commercio internazionale o sicurezza alimentare. Alessandro Ciriani è membro permanente della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, ed è membro sostituto per la Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia e la Commissione speciale sulla crisi degli alloggi nell’Unione europea
Commisisoni importanti certo, ma che nulla hanno a che fare con il tema sollevato dalla mozione che, ripeto è pienamente condivisibile, perché la questione dell’etichettatura è fondamentale non solo per la tutela del consumatore, ma per la tutela di chi produce, ad avere un compenso equo e non soggetto alla concorrenza sleale di chi ha altre norme, altri protocolli, altri standard produttivi che inevitabilmente incidono sul prezzo, sempre più basso.
E quindi, ancora una volta, questa mozione finisce per riconoscere implicitamente il ruolo centrale di altri rappresentanti, in particolare quelli del Partito Democratico, nei luoghi in cui queste decisioni vengono davvero prese.
Ma c’è un secondo punto, altrettanto importante.
Questa mozione è, nei fatti, inutile per questo Consiglio comunale.
Non perché il tema non sia rilevante — lo è eccome — ma perché non è di competenza del Comune.
E qui serve un minimo di coerenza: su altri temi, penso ad esempio alla sanità, ci siamo sentiti dire più volte che il Consiglio comunale non poteva discutere o intervenire perché non competente.
Oggi invece si porta in aula una mozione che riguarda chiaramente competenze europee, ben lontane dal livello comunale e lo si fa adducendo in commissione capigruppo l’urgenza delle mozioni più delle interrogazioni. E sapete perché? Perché oggi inizia il VinItaly e lunedì 20 aprile al Brennero si ripeterà la grande manifestazione di Coldiretti contro la concorrenza sleale dei prodotti agroalimentari e la richiesta del principio di reciprocità degli scambi commerciali. Principio di reciprocità che oggi ha delle incognite non indifferenti per quanto riguarda l’entrata in vigore di Mercosur, che sì sarà un’opportunità per alcuni prodotti, ma per altri, in particolare nel settore agricolo possono emergere delle importanti fragilità se non ci saranno gli adeguati accorgimenti.
Allora delle due l’una: o il principio della competenza vale sempre, oppure viene utilizzato in modo strumentale a seconda della convenienza politica.
Per questo motivo, pur riconoscendo l’importanza del tema e apprezzando — anche se indirettamente — il richiamo al lavoro degli eurodeputati che siedono nelle sedi giuste, riteniamo che questa non sia la sede appropriata per affrontarlo.
E con l’occasione, concludo con una domanda: che fine ha fatto la nomina per individuare il consigliere delegato a rappresentare il Comune di Pordenone nella rete dei Consiglieri delegati all’Unione Europea?
Grazie.