Dimissioni Piccin: se gli accordi vanno rispettati perché a livello di Consiglio Regionale Cristina Amirante non si è mai dimessa? Oggi Ribetti è il primo dei non eletti.
E’ vero, i patti sono patti, ma se Alessandro Ciriani entra a gamba tesa nel comune di Pordenone per sbrogliare la matassa del suo delfino nei confronti di Lega e Mara Piccin, dimentica che a livello regionale tutta questa intransigenza non c’è stata. L’assessore Cristina Amirante non ha mai rimesso il mandato da consigliera regionale che avrebbe permesso, già da tempo, di far entrare in consiglio Orsola Costanza . Dopo le dimissioni di Basso dal consiglio regionale e l’ingresso di Costanza, oggi in lista d’attesa, come primo dei non eletti, ci sarebbe il sempre leale Francesco Ribetti, che ha dovuto accontentarsi del ruolo di Presidente del Consiglio e un’indennità lorda di 1900 euro mensili (tutto un altro importo rispetto ai 9/10.000 lordi mensili che percepiscono i consiglieri regionali).

Indennità che è sempre stata negata a Pietro Tropeano, oggi assessore con indennità lorda di 5.279 euro mensili, che nello scorso mandato ha sempre percepito una indennità di gettone inferiore a quella dei consiglieri comunali.
Questo perché il Presidente del Consiglio non percepisce/percepiva il gettone di presenza per le commissioni, in quanto l’unica a cui è tenuto a partecipare è la commissione capigruppo, tenuta a titolo gratuito sia dal Presidente che dai consiglieri comunali.
Oltre agli equilibri di potere, è una questione anche di soldi che contribuiscono alla sopravvivenza e crescita delle strutture politiche. Tolto il finanziamento pubblico ai partiti le indennità degli eletti rappresentano un grosso contributo.
Gli equilibri tra Lega e Fratelli d’Italia sono molto fragili. Ne abbiamo già avuto prova con la crisi del Governo Fedriga di qualche mese fa a seguito della denuncia del Ministro Ciriani sulla situazione dell’ospedale di Pordenone. In quella occasione gli assessori avevano rimesso le deleghe. Tutti , tranne gli assessori di Fratelli d’Italia tra cui la ex-fedelissima Cristina Amirante.
Ciriani ora fa il padre padrone e manda un chiaro segnale di supporto ad Alessandro Basso per gestire la ribelle Piccin, donna di lunga esperienza politica che conosce bene equilibri e trucchi del mestiere. Ha sempre dimostrato carattere e un pensiero proprio difficilmente tollerabile da Ciriani. Non a caso , lo scorso mandato, le aveva negato la nomina di assessore giustificandolo come “potenziale violazione delle quote azzurre” .
Dall’opposizione tiriamo fuori i popcorn in attesa delle linee programmatiche di mandato