Le dimissioni di Agrusti dalla fondazione Pordenone Legge? Sarebbero la sconfitta della libertà e della democrazia.
I libri sono per eccellenza lo strumento della formazione di un pensiero libero. Nei periodi più bui della storia si è arrivati alla creazione di indici di libri proibiti se non alla bruciatura degli stessi. Il ricordo di questo è alla base dell’essenza delle democrazie occidentali e liberali.
Apprendo dai giornali di una lettera per chiedere le dimissioni del presidente Michelangelo Agrusti dalla fondazione Pordenone Legge. Richiesta che sarebbe motivata dall’essersi esposto nella difesa di un pensiero, di una parte.
Ora, non voglio entrare nella questione delicatissima del conflitto israeliano-palestinese che richiede conoscenza e competenza che non ho, ma una riflessione va fatta.
Per me la libertà di pensiero è il pilastro fondante di qualsiasi altra libertà. Senza libertà di pensiero non può esistere democrazia. Puoi contestarlo, criticarlo, condannarlo ma un pensiero divergente può essere causa per chiedere delle dimissioni? Io dico di no.
Difendere un pensiero è bello, nobile e coraggioso. Questo è il messaggio che deve essere trasmesso alle nuove generazioni.
Chi chiede le dimissioni per un pensiero divergente, evidentemente, ha uno strano concetto di democrazia. E io, da liberal democratica, nata e cresciuta in un’Europa libera e democratica, non posso che prenderne le distanze.
Irene Pirotta
Consigliera comunale del Partito Democratico
