Il castello, tra presente e futuro. Bella la progettazione sul futuro ma a quando il Garante dei Detenuti?
Pensare alla riqualificazione del castello di Pordenone è una cosa bella, perché richiede progettualità. Non per questo dobbiamo dimenticarci il presente, ossia che è un carcere.
Quanti consiglieri comunali hanno avuto la possibilità di entrarvi ed ispezionare i luoghi dove vivono, 24 ore su 24 i detenuti?
Lo scorso anno, dopo le notizie di un’aggressione ai danni della polizia carceraria avevo chiesto, tramite gli uffici, di poter visitare il carcere. Mi era stato risposto per iscritto che non era possibile perché era di competenza del Ministero di Grazia e Giustizia e non del comune. Poi, per fortuna, la nostra deputata Debora Serracchiani aveva programmato un’ispezione e, assieme a lei, al Segretario Tomasello e al consigliere regionale Carli, abbiamo potuto farlo per poterci rendere conto degli spazi, dei numeri di sovraffollamento, del livello di sicurezza e quindi anche dell’ambiente di lavoro del personale carcerario, che va dalle guardie al personale medico.
Perché dico questo? Perché Pordenone non ha mai istituito il garante dei detenuti, una figura di garanzia che permette di avere un dialogo e una rendicontazione costante e continuativa sulle condizioni di vita carcerarie con il comune che lo ospita. Non è sufficiente quello regionale.
Ricordiamo che il carcere è il luogo dove si sconta una pena che limita la libertà personale ma è anche il luogo dove il detenuto dovrebbe essere rieducato per rientrare a far parte della società. Vigilare sulle condizioni di vita all’interno del carcere non è solo a tutela dei diritti del detenuto, ma anche a tutela dei lavoratori che all’interno vi operano. Il tema dei suicidi in carcere è un dramma umano non solo per il detenuto e i suoi famigliari, ma anche per i lavoratori che si trovano a gestire queste situazioni che, inevitabilmente, ha delle conseguenze psicologiche anche su questi. I suicidi in carcere non possono essere solo un numero statistico a cui ci si deve abituare.
Con il consiglio comunale di settembre dovremmo discutere delle linee programmatiche del sindaco. Spero vivamente di vedere l’istituzione del Garante tra gli impegni programmatici del sindaco Basso. È una questione di civiltà giuridica. Il sindaco vuole esserne all’altezza o rigettare il sollecito come una questione ideologica dell’opposizione? Lo vedremo a settembre.
