Dalla grammatica italiana ai conti della presidenza del Consiglio sotto Ribetti, ecco tutti i numeri.
Nell’Iliade, l’ira funesta di Achille si scatenò per molto più di una lettera. Una vocale, per la precisione, quella che la consigliera comunale Irene Pirotta non ha mandato giù quando si è trovata il pacchettino della Presidenza del Consiglio sul banco del consiglio comunale e contenente il set istituzionale dei biglietti da visita con la nuova spilla.
Biglietti da visita che non sono stati concordati con i consiglieri destinatari della dotazione istituzionale voluta dalla presidenza del consiglio.
Il Presidente Ribetti, nella missiva inviata ai consiglieri dopo le mie rimostranze, motivava nella scelta consapevole di adottare una forma linguistica neutra e l’uniformità dei biglietti da visita (tanto nel lessico, quanto nei contenuti, quindi solo mail istituzionale senza numero di cellulare) giustificata dal fatto che si usavano somme della collettività. La personalizzazione può essere richiesta solo a spese proprie del consigliere o della consigliera (la declinazione femminile è ritenuta dal presidente una personalizzazione) che ne fa richiesta.
Ma quanto costa tutto ciò?
Partiamo dal fatto che il presidente del consiglio Ribetti, a differenza dei suoi predecessori, Cabibbo e Tropeano, percepisce un’indennità mensile di 1.800 euro lordi e non un gettone di presenza, che era si maggiorato rispetto ai consiglieri ma non retribuito nelle commissioni, a cui i Presidenti del Consiglio non partecipano, e neanche anche in commissione capigruppo che dal presidente del Consiglio è presieduta.
Con l’Amministrazione Basso, inoltre, dal 2025, alla presidenza è stato assegnato un budget annuale di 6.000 euro diviso in due capitoli come segue:
- 1011302 destinato a “Spese di rappresentanza, organizzazione grandi eventi, pubblicità e servizi di trasferta – Organi Istituzionali”. Per l’anno 2025 sono stati stanziati 2.000,00 Euro.
- 1011328 destinato “Altri beni di consumo – Organi Istituzionali”. Per il 2025 sono stati stanziati 4.000,00 Euro.
Pur avendo in giacenza ancora 15 spillette piccole, il Presidente del consiglio ha preferito l’innovazione, mandandone alla stampa 54 esemplari per un valore 1.451,19 Euro + IVA, senza alcun costo supplettivo di progettazione perché l’estro creativo è tutta farina del suo sacco.
La ristampa di quelle vecchie? Non contemplata per un legittimo principio di rotazione avocato a sé dalla presidenza, come se stampassimo spillette istituzionali ogni anno, e non ogni 5 anni (almeno così dovrebbe essere).
Il clou della risposta scritta, però è proprio sul controverso biglietto da visita istituzionale. Il costo? Il Presidente Ribetti rispone che “ I biglietti da visita realizzati per i Consiglieri comunali non hanno comportato alcun costo per l’Amministrazione comunale in quanto stampati in proprio tramite l’ufficio di Tipografia dell’Ente”. Una risposta che sa tanto di “Tanto paga Pantalone” e che mette la consigliera nella condizione di non potersi preventivare, a sue spese, il biglietto da visita declinato al femminile.>>
<<In ogni caso, ho chiesto un accesso agli atti per sapere quanto costa l’ufficio tipografia del comune, e non per una mancanza di rispetto verso chi lavora in questo ufficio, ma affinché Ribetti si renda conto che anche questo ufficio ha un costo, nel personale e nelle materie prime. Se stampa un biglietto da visita che non viene utilizzato, io lo chiamo spreco, di carta e tempo prima che di risorse economiche>>conclude la Consigliera Irene Pirotta
