Glera resistente e premi di ricerca a VCR: basta spot dalla regione! Lavori per tutelare il mercato delle resistenti già impiantate in Friuli -Venezia Giulia.
Glera resistente, la nuova frontiera del prosecco sostenibile e presentata come ultima eccellenza di ricerca da VCR a vantaggio della sostenibilità della viticultura, viene subito coperta dall’orgoglio regionale dell’assessore all’agricoltura Zannier. Adesso però, a tutela di tutti i viticoltori, è anche giusto dire “basta slogan e che la regione si metta davvero al lavoro a tutela del mercato delle viti resistenti, a partire dal loro riconoscimento in etichettatura”.
La regione Friuli-Venezia Giulia ha una lunga tradizione di vino, ma oggi non è in grado di tutelare nel prezzo di mercato tutte le sue varietà. Succede per la Ribolla, tanto sbandierata come nuovo prosecco su cui il prezzo di mercato non torna nelle aspettative, e succede soprattutto per le viti resistenti che oggi non sono in alcun modo tutelate nel mercato regionale per impossibilità di imbottigliarle, etichettarle e valorizzarle per quello che sono: un’opportunità per migliorare la sostenibilità della viticoltura, creando più offerta per il consumatore che cerca quel valore nel vino.
Ripeto, è un’opportunità per diversificare e non nuoce ai volumi consolidati di secolari tradizioni di grandi imprese vitivinicole, ogni giorno sempre più grandi perché capaci di inglobare le imprese più piccole impossibilitate a stare dietro a tutti i costi e ammodernamenti che la transizione ambientale richiede assieme alle difficoltà del passaggio generazionale.
Oggi però la regione Friuli-Venezia Giulia non ha saputo in alcun modo tutelare il mercato delle resistenti, nonostante le limitazioni per valorizzare solo il prodotto di Rauscedo (nella nostra regione possono essere impiantate solo le varietà prodotte da VCR). Perché la regione Friuli-Venezia Giulia di Fedriga non ha il coraggio di guardare e riprodurre il modello Veneto? Il veneto guidato da Zaia (che dal mondo del vino nasce) infatti ha avuto l’intelligenza di saper valorizzare ogni singola vite, prodotto e scelta che ogni singolo viticoltore ha voluto mettere in campo. Le scelte fatte dal veneto hanno saputo valorizzare l’etichetta, l’origine, permettendo oggi un ritorno economico nella vinificazione anche delle varietà resistenti. In Friuli-Venezia Giulia questo non è successo e oggi queste viti sono esposte al rischio dell’estirpo totale, perché senza sostenibilità economica non può esserci sostenibilità ambientale. Oggi si annuncia la nuova frontiera della Glera resistente? Ma come fai a tutelare una ricerca se il mercato delle viti resistenti già impiantate si riduce invece di crescere?
Il Veneto ha fatto delle scelte per tutelare le resistenti, il Trentino- Alto Adige anche. Il Piemonte ha iniziato, la Francia lo permette addirittura sullo champagne, e il Friuli? Il Friuli-Venezia Giulia a parole proclama l’orgoglio e l’autonomia regionale mentre lascia sparire nel silenzio le sue eccellenze, o ciò che potevano essere.