Le bollette salate ai cittadini pordenonesi stanno arrivando in ritardo e con l’intimazione di pagare entro 15 giorni. Il mormorio del malcontento si scontra con i proclami dell’amministrazione che promette il pugno di ferro per il decoro cittadino e attacca l’opposizione di strumentalizzare il senso comune di una città più sporca e più fragile.
Si promettono sanzioni per correggere i brutti vizi dei cittadini ma le multe salate stanno educando o servono a battere cassa facile?
Guardiamo le sanzioni sulla spazzatura. Dopo aver ricevuto ripetute segnalazioni di chi era stato sanzionato per aver esposto la spazzatura anche con 30 minuti di anticipo rispetto all’orario previsto dal regolamento di raccolta dei rifiuti, ho fatto un accesso agli atti per verificare la qualità delle sanzioni. I numeri possono solo gridare allo scandalo: per il solo anno 2025 sono state date 483 sanzioni (per un importo pari a 48.050,00 euro) per esposizione in giornate/orari e/o modalità non corretti. Sanzioni che per la maggior parte sono state somministrate dalla polizia municipale, magari con l’ausilio di una fototrappola a volte richiesta dagli stessi residenti per contrastare gli abbandoni feroci della spazzatura.
I verbali per mancata esecuzione della raccolta differenziata sono appena 83, mentre sono ZERO i verbali per errata esecuzione della raccolta differenziata. Significa quindi che la spazzatura non si controlla, i verbali fotografici degli errati conferimenti non vengono più inviati per correggere la qualità della raccolta differenziata, eppure il nuovo sistema è stato introdotto proprio per migliorare il prodotto riciclabile dal rifiuto secco/indifferenziato.
Solo 9 le sanzioni per conferimento di rifiuti ingombranti-voluminosi e pericolosi, 11 i verbali per utilizzo non corretto dei cestini stradali
Sono meno della metà i verbali di sanzione emessi da GEA (243), mentre appena 5 quelli emessi dall’ispettore ambientale. Significa che si sta sanzionando per fare cassa facile e non per educare i cittadini nell’importanza della differenziata. L’educazione si fa anche con le campagne di informazione e comunicazione che oggi sono completamente assenti su questa tematica. Si chiama educazione ambientale e civica. Dovrebbe essere nelle priorità di una città che si fregia del titolo Capitale della Cultura ma che finisce sul giornale per le foto patinate da una parte e il manganello dall’altra.
Serve una svolta: meno propaganda e più rispetto per i cittadini.
